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	<title>Ecologisti Democratici di Ravenna</title>
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	<description>Circolo “Ivo Ricci Maccarini”</description>
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		<title>Ecodem, rivista nazionale  on line da oggi. Una bella novità per l&#8217; ambientalismo.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 20:39:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Pubblicato da serena.alessandrelli il 16 febbraio 2012 Tag: ecodemonline Benvenuti a bordo di ecodem, la neonata rivista degli ecologisti democratici. Per il nostro debutto online abbiamo scelto un giorno simbolico: il 16 febbraio, anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. La speranza [...]]]></description>
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<div id="attachment_4560" class="wp-caption alignleft" style="width: 348px"><a href="http://www.ecodemravenna.it/wp-content/uploads/2012/02/418927_10150548172821314_86486076313_9378005_2090474836_n.jpg"><img class=" wp-image-4560" src="http://www.ecodemravenna.it/wp-content/uploads/2012/02/418927_10150548172821314_86486076313_9378005_2090474836_n-217x300.jpg" alt="" width="338" height="381" /></a><p class="wp-caption-text">Rivista Nazionale Ecodem n. 1</p></div>
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<p>Pubblicato da <a title="Articoli scritti da: serena.alessandrelli" href="http://www.ecologistidemocratici.it/author/serena-alessandrelli/" rel="author">serena.alessandrelli</a> il 16 febbraio 2012</p>
<p>Tag: <a href="http://www.ecologistidemocratici.it/tag/ecodemonline/" rel="tag">ecodemonline</a></p>
</div>
<p>Benvenuti a bordo di <em><a href="http://www.ecologistidemocratici.it/2012/02/ecodem-rivista-on-line/www.ecodemonline.it">ecodem</a></em>, la neonata rivista degli ecologisti democratici. Per il nostro debutto online abbiamo scelto un giorno simbolico: il 16 febbraio, anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. La speranza è di avere in futuro altre date ed eventi storici per l’ambiente da festeggiare insieme.</p>
<p>Partiamo con un obiettivo allo stesso tempo ambizioso e minimo, considerate le necessità imposte dai tempi: essere uno strumento per produrre e far circolare riflessioni, esperienze di successo, documenti su politiche ambientali, sviluppo sostenibile ed ecologia della politica. Sfruttando le straordinarie potenzialità connettive della rete e lo sterminato archivio che mette a disposizione, terremo gli occhi costantemente rivolti anche a quanto si muove fuori dall’Italia, per “importare” contributi che ci aiutino ad arricchire e a rinnovare la cassetta degli attrezzi, tecnici, filosofici e politici del confronto su questi temi. Temi che, va da sé, non possono che essere affrontati in una prospettiva internazionale. Per questo ci sforzeremo di essere una finestra aperta sul mondo.</p>
<p>La finalità ultima, la stessa che ha dato origine all’associazione degli ecologisti democratici, è portare il nostro mattoncino ecologista alla costruzione di un riformismo innovatore e radicale che sia all’altezza delle sfide del XXI° secolo, per un’Italia – riprendendo lo spot di Clint Eastwood citato nella rubrica Hanno detto – che sappia vincere in maniera anche ambientalmente durevole il secondo tempo della sua partita contro la crisi.</p>
<p>Ridurre in maniera drastica i deficit ma NON gli investimenti sul futuro, a cominciare da quelli per l’istruzione e la green economy. Economia verde come unica strada sostenibile per il futuro. Lo sostengono, rispettivamente, il presidente del Consiglio europeo Hermann Van Rompuy e il commissario europeo all’Ambiente Janez Potocnic. Proprio all’economia verde, come <em>exit strategy</em> dalla crisi economica, occupazionale, climatica, energetica e ambientale, è dedicato il focus di questo primo numero di <em>ecodem</em>, a partire dalle dieci proposte che sono state presentate da Fabrizio Vigni all’assemblea nazionale degli ecologisti democratici del 13 gennaio scorso. L’iniziativa è stata chiusa dal segretario del PD Pierluigi Bersani, che quelle proposte, ora anche parte integrante del documento del Partito Democratico sulla green economy, una settimana dopo le ha fatte proprie citandole nel discorso di apertura dell’assemblea nazionale PD del 20 gennaio. E quanto l’economia verde sia una realtà ben consolidata e non pura teoria lo testimoniano i dati della ricerca della Fondazione Symbola e di Unioncamere, qui sintetizzati nel contributo di Ermete Realacci.</p>
<p>Presentandoci agli internauti il 16 febbraio non poteva mancare un bilancio sul rispetto degli impegni presi dal nostro paese aderendo al Protocollo di Kyoto: sulla base di dati e stime aggiornate pressoché in tempo reale, questo bilancio l’ha tirato per <em>ecodem online</em> Edo Ronchi, che come ministro dell’Ambiente sottoscrisse nel 1998 il Protocollo nella sede dell’Onu, a New York.  Senza anticiparvi nulla di quanto ha scritto, tutto sommato possiamo considerarlo un bilancio non negativo, a conferma che negli ultimi anni qualcosa sta cambiando nel nostro paese.</p>
<p>Sepolto dal referendum del maggio l’obsoleto programma nucleare del governo Berlusconi, occorre definire un nuovo Piano energetico nazionale che faccia da bussola al nostro Paese nella transizione da un sistema energetico basato sull’uso prevalente dei fossili ad un altro che punti su efficienza energetica e rinnovabili.  Ne parlano Francesco Ferrante e Roberto della Seta, mentre Gianni Silvestrini ci presenta la foto dell’Italia rinnovabile ed efficiente, che nel 2011 ha battuto addirittura la Germania per potenza fotovoltaica installata. Un motivo in più per fermare il piano di riconversione al carbone della centrale di Porto Tolle, all’interno del Parco del Delta (sic!), su cui ci aggiorna Massimo Scalia, con l’abituale <em>vis</em> polemica.</p>
<p>Insieme ai venti anni dalla Conferenza Onu di Rio de Janeiro del 1992, quest’anno ricorre un altro anniversario significativo per la storia del movimento ambientalista: sono 40 anni dalla presentazione, nel 1972, del Rapporto del Club di Roma sui “Limiti della crescita”. Lo ricorda Gianfranco Bologna, mentre Ralf Fuecks, presidente della Fondazione Heinrich Boell, legata i verdi tedeschi, propone un rovesciamento di prospettiva: “dai limiti della crescita alla crescita dei limiti”, che tiene conto delle potenzialità insite nella rivoluzione verde dell’efficienza energetica e delle risorse.</p>
<p>Una realistica riflessione sull’esito della Conferenza Onu sul clima che si è tenuta a Durban la firma Jo Leinen, un veterano del movimento ecopacifista tedesco degli anni ’80, oggi europarlamentare SPD,  presidente della commissione ambiente. Un risultato a due facce, scrive: da un lato Durban ha rappresentato un successo per la diplomazia del clima dell’Europa, di cui è stata raccolta, al <em>fotofinish</em>, e a valige dei delegati ormai chiuse, la proposta di una road map per arrivare a un accordo globale sul clima legalmente vincolante; dall’altro, ammette Leinen, è evidente “un accordo, approvato nel 2015 e in vigore dal 2020, non è sufficiente  per raggiungere l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale entro i due gradi”.</p>
<p>Sempre in tema di cambiamenti climatici, a scopo preventivo rispetto a probabili conclusioni “negazioniste” sulla consistenza reale del fenomeno effetto serra, pubblichiamo un articolo di Stefano Tibaldi, climatologo, che sulla base anche di documentazione internazionale recente conferma che il trend dei cambiamenti climatici è in atto, e non va confuso con fenomeni meteo estremi. Ovvero: se una rondine non fa primavera, una grande nevicata non fa fine dei cambiamenti climatici.</p>
<p>Cercheremo anche di segnalare consumi virtuosi o particolarmente antiecologici, così come buone pratiche da imitare. In questo primo numero di <em>ecodem</em> parliamo della raccolta porta a porta dei rifiuti domestici introdotta con successo – anche da un punto di vista economico – a La Spezia, e della pratica per schiarire i jeans con la cosiddetta sabbiatura, che mente a repentaglio la salute di chi ci lavora. Un tema che offre a Claudio Arlati l’opportunità per parlare di globalizzazione e diritti sindacali negati.</p>
<p>Qualche sorriso speriamo di strapparvelo con lo stupidario, la rubrica a cura di Corrado Carrubba.</p>
<p>Lo spazio Agorà al momento è vuoto: aspetta contributi da parte di chi legge. Siamo franchi: non è un blog interattivo, non avremmo le forze per reggere. Ma se ci segnalate interventi interessanti, o se voi stessi ne volete scrivere, ve ne saremo grati. Scriveteci e aiutateci, anzi aiutiamoci, a crescere.</p>
<p>In conclusione un ringraziamento: siamo una rivista a budget zero! Non posso quindi che ringraziare tutti coloro, a cominciare dal webmaster Alessio Cartocci e ai Demografici, che ci hanno dato una mano regalandoci tempo, passione, competenza e passione. Un ringraziamento anche a  Greenreport e Assunta Brachetta per l’amichevole collaborazione alla rubrica “Brevi dal mondo”.</p>
<p> A voi, buona navigazione!</p>
<p>15 febbraio 2012                                                                                                     Silvia Zamboni</p>
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		<title>Approvato l&#8217;accordo per la creazione un&#8217;&#8221;APEA&#8221; alle Bassette Ovest</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 19:47:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da www.ravennanotizie.it È stato approvato ieri pomeriggio dal Consiglio comunale &#8211; contrari Lista per Ravenna &#8211; l&#8217;accordo territoriale tra la Provincia e il Comune per il comparto &#8220;Bassette ovest&#8221; per la creazione di un&#8217;area produttiva ecologica attrezzata, Apea. La delibera è stata presentata dall&#8217;assessore all&#8217;ubanistica Gabrio Maraldi che ha spiegato le caratteristiche e la funzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da www.ravennanotizie.it<br />
È stato approvato ieri pomeriggio dal Consiglio comunale &#8211; contrari Lista per Ravenna &#8211; l&#8217;accordo territoriale tra la Provincia e il Comune per il comparto &#8220;Bassette ovest&#8221; per la creazione di un&#8217;area produttiva ecologica attrezzata, Apea. </p>
<p>La delibera è stata presentata dall&#8217;assessore all&#8217;ubanistica Gabrio Maraldi che ha spiegato le caratteristiche e la funzione dell&#8217;Apea alla luce della normativa regionale che stabilisce, per determinate superfici territoriali a destinazione produttiva, particolari strumenti ecocompatibili, quali ad esempio utilizzo di energie rinnovabili, smaltimento rifiuti, depurazione, affidandone la gestione a una istituzione locale, in questo caso la Provincia, che fissa gli indirizzi e svolge il monitoraggio sulla realizzazione.</p>
<p>&#8220;Si tratta della prima area con queste caratteristiche nel nostro territorio &#8211; ha sottolineato Maraldi &#8211; per la cui realizzazione sono previsti fondi regionali ed europei. Di fatto non aggiunge nulla sul piano delle innovazioni ecocompatibili a quanto già previsto dagli strumenti di pianificazione urbanistica in vigore. L&#8217;Apea delle Bassette vuole rappresentare un&#8217;opportunità per il marketing territoriale tale da attirare investitori e contribuire al decollo di quell&#8217;area&#8221;. </p>
<p>Hanno espresso un voto favorevole i consiglieri:</p>
<p>•Paolo Guerra di lega Nord: &#8220;Auspico che davvero, come dichiarato dall&#8217;Assessore, arrivino investitori da fuori, non le solite multiutilities locali in sinergia tra loro<br />
•Silvia Savorelli del Pd: &#8220;Si dà inizio a un percorso virtuoso tra pubblico e imprese private che può diventare un modello da estendere, oltre che alle aree produttive, anche alle residenziali&#8221;<br />
•Nereo Foschini del Pdl: &#8220;Ci sembra una così importante opportunità per il territorio, tale da farci mettere in secondo piano le nostre perplessità sulle modalità con cui verrà realizzata&#8221;</p>
<p>•Elisa Renda di 5 stelle &#8220;E&#8217; in linea con i nostri programmi. Il nostro auspicio è che rappresenti un esempio e identifichi un nuovo approccio all&#8217;edilizia e a un modo migliore di vivere la città&#8221;. </p>
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		<title>ODG di Pd e Idv a favore di biocombustibili e dei biocarburanti da fonti rinnovabili</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 19:24:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da www.ravfennanotizie.it Si riporta l&#8217;ordine del giorno a firma dei consiglieri dei gruppi Pd e Idv che sarà discusso nella prossima seduta del Consiglio comunale del 23 febbraio. Nell&#8217;OdG, che è in favore della produzione di biocombustibili e dei biocarburanti da fonti rinnovabili, i consiglieri Denis Di Martino (Gruppo PD), Raoul Minzoni (Gruppo PD), Matteo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da <a href="http://www.ravfennanotizie.it">www.ravfennanotizie.it</a></p>
<p>Si riporta l&#8217;ordine del giorno a firma dei consiglieri dei gruppi Pd e Idv che sarà discusso nella prossima seduta del Consiglio comunale del 23 febbraio.</p>
<div>
<p>Nell&#8217;OdG, che è in favore della produzione di biocombustibili e dei biocarburanti da fonti rinnovabili, i consiglieri Denis Di Martino (Gruppo PD), Raoul Minzoni (Gruppo PD), Matteo Cavicchioli (Gruppo PD), Davide Buonocore (Gruppo IDV) chiedono alla Giunta di:</p>
<ul>
<li>richiedere al Governo di emettere con urgenza i decreti attuativi previsti dal decreto legislativo n. 28 dell&#8217;11 marzo 2011 così da definire un interessante incentivazione per l&#8217;immissione nella rete esistente del biometano per l&#8217;incentivazione dei bio-carburanti prodotti in prossimità del luogo di consumo;</li>
<li>richiedere alla Regione Emilia-Romagna e al Governo che si attivino affinché l&#8217;autorità per l&#8217;energia elettrica ed il gas emetta con urgenza il decreto che determina le modalità tecniche necessarie all&#8217;allacciamento degli impianti di biometano alla rete;</li>
<li>promuovere e potenziare la raccolta differenziata degli oli vegetali usati, già pe altro attiva presso le Stazioni Ecologiche del comune per i privati cittadini (che determina anche uno sconto di 0,15 € ogni kg conferito sulla tariffa di igiene ambientale), eventualmente prevedendo la cnsegna gratuita di appositi contenitori familiari per lo stoccaggio</li>
<li>sensibilizzare gli esercenti che utilizzano oli (ristoranti, pizzerie, friggitorie, ecc.) attraverso anche i canali di informazione delle Associazioni di Categoria affinché avviino il corretto recupero degli stessi come indicato dalla normativa vigente, in modo da poterli re-immettere nel ciclo economico ed energetico come biocombustibile o biocarburante</li>
<li>richiedere al più presto una Conferenza nazionale per l&#8217;energia che veda un forte coinvolgimento delle Regioni e del sistema degli enti locali in modo che l&#8217;intero settore possa essere ridiscusso in modo organico e con un occhio decisamente puntato al futuro anche in virtù dell&#8217;esito dell&#8217;ultima tornata referendaria.</li>
</ul>
</div>
<div>
<p><a title="Scarica l'ordine del giorno integrale (pdf - 373,7 KB)" href="http://www.ravennanotizie.it/admin/BlogPostPar.php?op=fg&amp;id_blog_post_par=3266&amp;fld=file">Scarica l&#8217;ordine del giorno integrale (pdf &#8211; 373,7 KB)</a></p>
</div>
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		<title>Provincia e Autorità portuale lanciano il progetto Ravenna Green Port</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 20:12:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[mercoledì 15 febbraio 2012 Provincia di Ravenna e Autorità Portuale hanno proposto ufficialmente agli Assessorati competenti della Regione Emilia-Romagna un progetto di grande rilievo nell&#8217;ambito dello sviluppo sostenibile e dell&#8217;utilizzo dell&#8217;energia da fonti rinnovabili. L&#8217;obiettivo di sfruttare le energie verdi nello scalo ravennate potrebbe costituire un importante progetto speciale, all&#8217;interno del piano energetico regionale, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mercoledì 15 febbraio 2012</p>
<p>Provincia di Ravenna e Autorità Portuale hanno proposto ufficialmente agli Assessorati competenti della Regione Emilia-Romagna un progetto di grande rilievo nell&#8217;ambito dello sviluppo sostenibile e dell&#8217;utilizzo dell&#8217;energia da fonti rinnovabili. </p>
<p>L&#8217;obiettivo di sfruttare le energie verdi nello scalo ravennate potrebbe costituire un importante progetto speciale, all&#8217;interno del piano energetico regionale, e potrebbe essere finanziato con i Fondi Strutturali dell&#8217;Unione Europea nell&#8217; ambito della strategia del 20/20/20.</p>
<p>Il nuovo progetto, parte integrante di una strategia pluriennale, già in atto da anni, per una crescita sostenibile del nostro Porto, ha quattro capisaldi:</p>
<p>•Il graduale utilizzo delle potenzialità eoliche, in particolare lungo i moli foranei che si sviluppano a mare per 4 km a protezione del porto. Primi schemi progettuali fanno ritenere realistico una graduale installazione di alcuni impianti mini-eolici sulla base delle positive sperimentazioni sinora avviate . </p>
<p>•Lo sviluppo degli impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici e privati presenti lungo l&#8217;asta portuale. In particolare, l&#8217;Autorità Portuale ha pronto un progetto del costo di circa 200.000 euro per l&#8217;installazione di un impianto fotovoltaico integrato sul tetto della propria sede istituzionale. Per incentivare la diffusione di impianti fotovoltaici sui tetti di edifici di proprietà di operatori privati delle attività industriali e portuale si propone di promuovere l&#8217;utilizzo del nuovo fondo di rotazione che la Regione Emilia-Romagna sta mettendo a punto con il sostegno di finanziamenti europei, e che opererà a favore di tutte le imprese che investono in energie rinnovabili e in efficienza energetica. </p>
<p>•La sperimentazione nel porto dell&#8217;installazione di colonnine per la ricarica elettrica dei veicoli pubblici e privati collegati a pensiline fotovoltaiche, a partire da quello già previsto dall&#8217;Autorità Portuale.<br />
•La verifica con gli Enti competenti della fattibilità di realizzare una smart grit, o rete energetica intelligente, che combini in modo ottimale la produzione energetica da fonti tradizionali e da fonti rinnovabili, mettendola a disposizione del porto di Ravenna, anche con l&#8217;idea di sostituire con la rete elettrica almeno una parte dei consumi energetici delle navi in sosta, oggi soddisfatti dai motori stessi delle navi. </p>
<p>Gli effetti potenzialmente potrebbero essere molto positivi in termini di efficienza energetica, riduzione delle emissioni inquinanti, contenimento della CO2.</p>
<p>&#8220;Riteniamo &#8211; afferma il vicepresidente della Provincia Gianni Bessi &#8211; che l&#8217;attivazione di risorse pubbliche, a nostro avviso concretamente individuabili, potrebbe avere effetti moltiplicatori significativi e tempistiche di realizzazione rapide anche per il positivo ruolo dell&#8217;Autorità Portuale, tali da contribuire, in questa difficile congiuntura economica, a sostenere le strategie di crescita intelligente, inclusiva e sostenibile della Regione Emilia-Romagna.&#8221;</p>
<p>L&#8217;idea di fare del Porto di Ravenna, con interventi graduali ma concreti, un moderno Green Port, condivisa da tutte le istituzioni ravennati (Autorità Portuale, Provincia, Comune e CCIAA), nasce dalla necessità di assicurare la sostenibilità ambientale dello sviluppo e di promuovere a ogni livello la green economy, ma nasce anche da esigenze più specifiche.</p>
<p>Il porto-canale, lungo 11 chilometri, parte dal centro di Ravenna, si snoda in adiacenza di aree ambientali di interesse naturalistico inserite nel Parco del Delta del Po, e sbocca infine a mare tra i due lidi turistico-balneari importanti di Marina di Ravenna e Porto Corsini. È quindi importante che il porto della Regione Emilia-Romagna, continui a crescere e a svilupparsi, con la necessaria attenzione alla salvaguardia ambientale e alla compatibilità con le aree urbane, turistiche e naturalistiche limitrofe. </p>
<p>Il tema dei green port è ormai considerato dall&#8217;Unione Europea come uno dei parametri per valutare le possibilità di crescita di un porto europeo. Lo stesso inserimento del Porto di Ravenna nel corridoio Adriatico-Baltico è stato motivato anche rispetto alle potenzialità del porto di Ravenna di impiegare utilmente le energie rinnovabili. </p>
<p>&#8220;Da tali considerazioni &#8211; sottolinea il presidente dell&#8217;Autorità portuale, Giuseppe Parrello &#8211; nasce l&#8217;attenzione, da parte di tutte le istituzioni, affinchè, nello sviluppo del nostro scalo, si dedichi molta attenzione al tema degli investimenti per rendere il porto sempre più green. Per questo l&#8217; Autorità Portuale in questi anni si è resa protagonista di progetti importanti come quello del risanamento della Pialassa Piombone, del terminal Crociere e dello sviluppo dei collegamenti ferroviari con il porto, sostiene la trasformazione della Darsena di Città, la riqualificazione dell&#8217; area della Cittadella della Nautica e dell&#8217;Innovazione e ha partecipato con convinzione alle prime sperimentazioni sull&#8217;uso delle energie rinnovabili. Se questi impegni, che vedono unite tutte le istituzioni locali, avranno il pieno sostegno della Regione e del nuovo Governo si produrranno a Ravenna risultati positivi per la qualità dello sviluppo e per l&#8217; ambiente.&#8221; </p>
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		<title>Tutti i dettagli sul Fondo rotativo per Kyoto</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 20:10:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In ritardo di quasi 5 anni finalmente è arrivato il fondo rotativo per Kyoto. Risorse pari a 600 milioni di euro per promuovere cogenerazione, teleriscaldemento, efficienza energetica e rinnovabili con prestiti a tasso agevolato. Presentata questa mattina, la misura sarà operativa dal 15 marzo. Ecco come funziona e il vademecum con i dettagli operativi. Redazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>In ritardo di quasi 5 anni finalmente è arrivato il fondo rotativo per Kyoto. Risorse pari a 600 milioni di euro per promuovere cogenerazione, teleriscaldemento, efficienza energetica e rinnovabili con prestiti a tasso agevolato. Presentata questa mattina, la misura sarà operativa dal 15 marzo. Ecco come funziona e il vademecum con i dettagli operativi.</div>
<div>
<div><a href="http://www.qualenergia.it/node/8590">Redazione Qualenergia.it</a></div>
<div>16 febbraio 2012</div>
</div>
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<p>Nato nel 2007, doveva essere attuato da novembre 2008 ma si è fatto attendere fino ad ora. Oggi, finalmente, è arrivata la presentazione ufficiale. Stiamo parlando del <strong>Fondo rotativo per Kyoto</strong>: 600 milioni di euro che verranno concessi come finanziamenti a tasso agevolato per interventi nel settore delle rinnovabili, dell’efficienza energetica, della ricerca e della gestione forestale. La circolare ufficiale, salvo imprevisti, sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale il primo marzo, dal giorno successivo ci si potrà accreditare online e <strong>dal 16 marzo</strong> potranno partire le domande (in allegato l&#8217;esaustivo vademecum, <a href="http://www.cassaddpp.it/cdp/Areagenerale/FondoKyoto/index.htm" target="_blank">qui faq e dettagli</a>).</p>
<p>Tempi piuttosto stretti per presentare le domande anche in considerazione dell&#8217;entità limitata dei fondi: sono <strong>600 milioni</strong>, che dovrebbero essere scaglionati in <strong>3 annualità da 200 milioni</strong>. Soldi che saranno gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti e che, ha dichiarato il Ministro dell&#8217;Ambiente Corrado Clini, nel corso della presentazione, “genereranno <strong>investimenti per circa il doppio</strong>”. Il fondo infatti finanzia i progetti solo fino a un massimo del 70% per i privati e al 90% per gli enti pubblici.</p>
<p>Per l&#8217;accesso al Fondo Kyoto &#8220;<strong>non c&#8217;è graduatoria</strong>, l&#8217;accesso è &#8216;a sportello&#8217; &#8211; ha ricordato Clini &#8211; ci auguriamo che nelle prime 24 ore arrivino domande che superino i 600 milioni, perché vorrebbe dire che il meccanismo &#8216;tira&#8217;, e allora comiceremmo a lavorare con Cassa Depositi e Prestiti per vedere quali risorse aggiuntive potremmo mettere dentro&#8221;.</p>
<p>Si tratta appunto di un fondo rotativo, dunque verrà rifinanziato dai soldi prestati una volta restituiti. Ai 600 milioni stanziati, poi, ha fatto capire il ministro, <strong>dovrebbero aggiungersi parte dei fondi</strong> ricavati dalla vendita dei permessi ad emettere nell&#8217;ambito <strong>dell&#8217;ETS</strong>, il meccanismo europeo di mercato per contenere le emissioni di gas serra.</p>
<p>Ai finanziamenti potranno accedere le <strong>persone fisiche</strong>, le imprese (comprese le EsCo), le persone giuridiche private, i <strong>soggetti pubblici</strong> e anche i <strong>condomini</strong>. Il denaro verrà concesso con <strong>un tasso dello 0,5%</strong> e la durata dei finanziamenti andrà dai 3 ai 6 anni per i privati e dai 3 ai 15 per i soggetti pubblici.</p>
<p>Diverse le tipologie di progetto finanziabili: la parte più cospicua dei finanziamenti, 130 sui 200 milioni annuali, andrà alle cosiddetta misura<strong> usi finali</strong>: interventi sull’involucro di edifici esistenti, come <strong>isolamento termico</strong>, sostituzione finestre, ecc; <strong>teleriscaldamento</strong> da impianti di cogenerazione fino a 500 kW; impianti <strong>geotermici</strong> a bassa entalpia fino a 1 MW; impianti di cogenerazione a biomasse fino a 5 MW; 35 milioni andranno alla <strong>microcogenerazione diffusa</strong> (microcogeneratori ad alto rendimento con potenza nominale fino a 50 kWe)</p>
<p>Inoltre 10 milioni andranno alle <strong>rinnovabili</strong> (eolico e idro fino a 200 kW, solare termico fino a 200 m², caldaie a pellets o cippato tra 50 kWt e 450 kWt, fotovoltaico negli edifici fino a 40 kW).</p>
<p>Altri 35 milioni (sempre sui 200 annuali) restano a disposizione per sostituire <strong>motori elettrici </strong>industriali, ridurre il <strong>protossido di azoto</strong> nelle imprese che producono acido adipico e in quelle agro-forestali, fare <strong>ricerca su rinnovabili, idrogeno e fuel cell</strong> o per progetti di <strong>gestione forestale</strong> sostenibile.</p>
<p>Insomma, le opportunità per chi le saprà cogliere con il nuovo fondo ci sono, anche se c&#8217;è chi critica la misura perché favorirebbe troppo interventi già redditizi e basati su fonti anche fossili, come cogenerazione e teleriscaldamento (vedi la nostra <a href="http://qualenergia.it/articoli/20120215-per-le-rinnovabili-termiche-ancora-non-si-vede-la-luce" target="_blank">intervista</a> di ieri) e anche se ci si dovrà misurare con i soliti ostacoli che si incontrano nel nostro paese: autorizzazioni complesse, allacciamenti alla rete difficoltosi, incertezza normativa. Nessuna novità ad esempio è stata annunciata dai due ministri presenti, Clini e Passera, sull&#8217;atteso <strong>conto energia sulle rinnovabili termiche</strong>, atteso sembra entro marzo.</p>
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<legend>Allegati</legend>
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<div><img src="http://www.qualenergia.it/sites/default/modules/filefield/icons/application-pdf.png" alt="application/pdf icon" /><a title="Vademecum .pdf" href="http://www.qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/Vademecum%20.pdf">Il vademecum sul fondo rotativo per Kyoto</a></div>
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<div><a href="http://www.qualenergia.it/node/8590">Redazione Qualenergia.it</a></div>
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		<title>Dal fotovoltaico il 25% dei consumi domestici</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 20:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati del Kyoto Club in vista dell&#8217;anniversario della ratifica del protocollo. Nel periodo 2008-2011 le rinnovabili hanno consentito una riduzione del 40% del taglio delle emissioni serra previsto per l&#8217;Italia di ANTONIO CIANCIULLO Nelle nostre case un quarto dei televisori, delle lampadine, delle lavatrici, dei frigoriferi funziona grazie al sole. Il fotovoltaico è arrivato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati del Kyoto Club in vista dell&#8217;anniversario della ratifica del protocollo. Nel periodo 2008-2011 le rinnovabili hanno consentito una riduzione del 40% del taglio delle emissioni serra previsto per l&#8217;Italia<br />
di ANTONIO CIANCIULLO</p>
<p> Nelle nostre case un quarto dei televisori, delle lampadine, delle lavatrici, dei frigoriferi funziona grazie al sole. Il fotovoltaico è arrivato a sfiorare il 25 per cento dei consumi elettrici del settore domestico e il 6 per cento dei consumi elettrici dell&#8217;Italia. La notizia viene dal Kyoto Club, alla vigilia dell&#8217;anniversario della ratifica del protocollo di Kyoto, che verrà ricordato con l&#8217;appuntamento &#8220;I cambiamenti climatici come opportunità. Da Durban al Rio+20&#8243; (domani dalle 9.30 alla Protomoteca del Campidoglio).</p>
<p>&#8220;Ormai nel campo del fotovoltaico l&#8217;Italia è seconda dopo la Germania grazie a una presenza di piccoli impianti di produzione: siamo arrivati a 12.800 megawatt e a 330.000 impianti&#8221;, osserva il direttore scientifico del Kyoto Club, Gianni Silvestrini. &#8220;Inoltre con la riduzione del prezzo dei moduli del 40% negli ultimi due anni questa voce, legata all&#8217;import della tecnologia, rappresenta ormai poco più di un terzo del prezzo finale: la quota principale dell&#8217;investimento solare resta alle altre fasi di produzione, cioè in Italia. E nel giro di 3-4 anni il fotovoltaico avrà raggiunto la piena competitività e potrà continuare a crescere senza più incentivi&#8221;.</p>
<p>E&#8217; stato anche calcolato il contributo delle rinnovabili al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. L&#8217;asta del salto che dovevamo fare per raggiungere il traguardo di riduzione delle emissioni serra si è abbassata: in parte per la crisi che ha fatto scendere i consumi, in parte per lo sviluppo delle fonti di energia pulita. In particolare, la produzione elettrica da rinnovabili nel periodo 2008-2011 ha consentito una riduzione pari al 40% del taglio delle emissioni serra previsto per l&#8217;Italia permettendo un risparmio che arriverà a 800 milioni di euro a fine 2012 per le sanzioni evitate. Altre riduzioni delle emissioni vengono poi dai biocombustibili e dai miglioramenti dell&#8217;efficienza energetica.</p>
<p>Grazie a questa pressione combinata, l&#8217;obiettivo assegnato all&#8217;Italia (485 milioni di tonnellate di CO2, cioè 6,5% in meno rispetto alle emissioni del 1990) è stato già sfiorato nel 2011 con 486 milioni di tonnellate. Alla fine del 2012 si prevede una situazione ulteriormente migliorata.</p>
<p>La crescita delle rinnovabili in Italia si inserisce in un trend globale: nel 2011 la produzione di energia pulita è cresciuta a ritmo sostenuto, più 5%. Nell&#8217;anno che si è appena concluso gli investimenti sull&#8217;energia pulita hanno raggiunto quota 260 miliardi di dollari, un valore cinque volte superiore a quello registrato nel 2004. </p>
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		<title>Casola Valsenio: &#8220;Giardino diffuso&#8221;</title>
		<link>http://www.ecodemravenna.it/2012/02/14/casola-valsenio-giardino-diffuso/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 20:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[martedì 14 febbraio 2012 da www.faenzanotizie.it Bando per favorire la creazione dei giardini, anche privati, con erbe officinali e frutti dimenticati. Dopo gli hotel adesso è tempo dei giardini. Dopo questa dura fase di maltempo si aspetta la primavera e così il Comune di Casola Valsenio gioca d&#8217;anticipo mettendo in campo un&#8217;iniziativa particolare dal sapore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>martedì 14 febbraio 2012 da <a href="http://www.faenzanotizie.it">www.faenzanotizie.it</a></p>
<div><img src="http://www.faenzanotizie.it/workO/b_p/b_p-9221-abstr_img-vv06.jpg" alt="" width="350" height="263" />Bando per favorire la creazione dei giardini, anche privati, con erbe officinali e frutti dimenticati. Dopo gli hotel adesso è tempo dei giardini. Dopo questa dura fase di maltempo si aspetta la primavera e così il Comune di Casola Valsenio gioca d&#8217;anticipo mettendo in campo un&#8217;iniziativa particolare dal sapore botanico ed officinale.</p>
</div>
<div>
<p>Nello specifico l&#8217;Amministrazione intende favorire la piantumazione di <strong>erbe aromatiche e frutti dimenticati</strong> nei giardini privati e all&#8217;interno delle aziende agricole del Comune.  A questo scopo il Comune, in collaborazione con il <a href="http://www.ilgiardinodelleerbe.it/">Giardino delle Erbe</a>, intende incentivare la creazione di spazi verdi dedicati alla particolarità turistica ed ambientale ormai diventata simbolo e marchio registrato di Casola Valsenio. </p>
<p>L&#8217;Amministrazione comunale ha così deciso di cofinanziare l&#8217;acquisto di piante e arbusti impegnandosi a dare pubblicità e rilievo agli spazi creati per poter costruire un vero e proprio itinerario turistico e commerciale.</p>
<p>A tal fine dal Comune si chiede a tutti (privati, aziende agricole, imprese, associazioni di categoria) la massima partecipazione per formare un grande, profumato e caratteristico Giardino diffuso.</p>
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<p><em>Bruna Biondi</em></p>
<div><strong></strong> </div>
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		<title>Vigni: Presidente Ecodem: &#8220;Eternit, una sentenza di valore storico per la sicurezza dei lavoratori e per l&#8217;ambiente&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 19:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La sentenza sulla tragica vicenda dell&#8217;Eternit non cancella purtroppo ne&#8217; le sofferenze ne&#8217; i lutti provocati dall&#8217;amianto, ma assume una straordinaria importanza perche&#8217; afferma con inequivocabile nettezza i valori della sicurezza del lavoro, della salute dei cittadini e della tutela dell&#8217;ambiente &#8230;come valori assolutamente prioritari. Si chiude una lunga e drammatica vicenda giudiziaria, ma deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La sentenza sulla tragica vicenda dell&#8217;Eternit non cancella purtroppo ne&#8217; le sofferenze ne&#8217; i lutti provocati dall&#8217;amianto, ma assume una straordinaria importanza perche&#8217; afferma con inequivocabile nettezza i valori della sicurezza del lavoro, della salute dei cittadini e della tutela dell&#8217;ambiente &#8230;come valori assolutamente prioritari. Si chiude una lunga e drammatica vicenda giudiziaria, ma deve ora proseguire, con ancora maggior forza di prima, l&#8217;impegno contro i rischi per la salute e per l&#8217;ambiente provocati dall&#8217;amianto e piu&#8217; in generale per la sicurezza nei luoghi di lavoro&#8221;: questo il commento di Fabrizio Vigni, presidente nazionale Ecologisti Democratici.</p>
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		<title>PD Bassa Romagna: soddisfazione per il riconoscimento attribuito da legagmbiente  al nuovo RUE</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 19:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[venerdì 10 febbraio 2012 Il Partito Democratico della Bassa Romagna è molto soddisfatto per il riconoscimento attribuito da Legambiente e Cresme al nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) associato, qualificato come il migliore del Nord Italia per le scelte di innovazione adottate. Davide Ranalli &#8220;Questo attestato &#8211; dichiara Davide Ranalli, coordinatore PD Bassa Romagna &#8211; dimostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>venerdì 10 febbraio 2012</p>
<p>Il Partito Democratico della Bassa Romagna è molto soddisfatto per il riconoscimento attribuito da Legambiente e Cresme al nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) associato, qualificato come il migliore del Nord Italia per le scelte di innovazione adottate. </p>
<p>Davide Ranalli<br />
&#8220;Questo attestato &#8211; dichiara Davide Ranalli, coordinatore PD Bassa Romagna &#8211; dimostra il successo dell&#8217;Unione dei Comuni; i comuni, oltre ai già comprovati risparmi, assieme ottengono risultati che senza l&#8217;Unione sarebbero irraggiungibili. Il Regolamento coniuga prospettive di sviluppo e attenzione all&#8217;ambiente e alla sostenibilità: questa è la vera anima del RUE che raccoglie così anche le priorità programmatiche che il nostro partito da sempre esprime.<br />
Degno di nota è anche il fatto che l&#8217;adozione del Regolamento è avvenuta dopo un percorso partecipato che ha trovato un ampio coinvolgimento della comunità locale. Abbiamo sempre creduto nella costruzione e nel progressivo sviluppo dell&#8217;Unione dei Comuni e risultati come questo ci spronano a proseguire sulla strada di una sempre maggiore integrazione del nostro territorio.&#8221; </p>
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		<title>Stormi di fenicotteri rosa sulla Baiona</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[sabato 18 febbraio 2012 Foto di Fabrizio Zani Ieri pomeriggio chi ha avuto modo di viaggiare sulla Baiona, la strada che collega Ravenna a Porto Corsini, ha potuto ammirare lo spettacolo meraviglioso offerto da migliaia di fenicotteri rosa. Foto di Fabrizio Zani I fenicotteri vivono in grossi stormi nelle aree acquatiche, le specie più grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sabato 18 febbraio 2012</p>
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<div><img src="http://www.ravennanotizie.it/workO/b_p/b_p-52565-abstr_img-fenicotteri2.jpg" alt="" width="500" height="333" />Foto di Fabrizio Zani</p>
</div>
<p>Ieri pomeriggio chi ha avuto modo di viaggiare sulla Baiona, la strada che collega Ravenna a Porto Corsini, ha potuto ammirare lo spettacolo meraviglioso offerto da migliaia di fenicotteri rosa.</p>
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<div><img src="http://www.ravennanotizie.it/workO/b_p/b_p-52565-det_img-fenicotteri.jpg" alt="" width="500" height="333" />Foto di Fabrizio Zani</p>
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<p>I fenicotteri vivono in grossi stormi nelle aree acquatiche, le specie più grandi si nutrono e vengono allevate in habitat salini o desertici. I nidi sono fatti di fango compatto e hanno la forma di tumulo con una cima concava nella quale ogni singolo uovo bianco viene deposto.</p>
<p>I fenicotteri si nutrono filtrando alghe blu-verdi, crostacei e molluschi. I loro becchi dalla forma strana sono stati adattati appositamente per separare fango e silice dal cibo che consumano e vengono usati, unici nel loro genere, in posizione a testa in giù. I fenicotteri sono inoltre conosciuti per bilanciare se stessi su una zampa mentre stanno in piedi e si nutrono.</p>
<p>I piccoli escono dal guscio con un piumaggio bianco ma le piume di un fenicottero nella fase adulta vanno da un rosa chiaro ad un rosso vermiglio, dovuto al carotene ottenuto dal loro cibo.</p>
<p>Un fenicottero ben nutrito e in salute è parecchio variopinto. Quanto più rosa è un fenicottero, tanto più desiderabile come partner. Un fenicottero bianco o pallido, comunque, di solito è malato o soffre di mancanza di cibo.</p>
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